Descrizione
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LA TRANVIA CALDIERO-TREGNAGO
Nata come diramazione della Tranvia Verona-San Bonifacio, la linea Caldiero-Tregnago ha rappresentato il principale mezzo di trasporto tra Verona e la bassa Val d'Illasi dal 1883 e il 1956.
Con i suoi 11,30 chilometri di binario unico, la tranvia collegava il paese di Caldiero con Tregnago, passando per Colognola, Illasi e Cellore, snodandosi perlopiù su strade comunali, ad eccezione di brevi tratti su sede propria.
Il binario percorreva verso nord la valle tenendosi lungo il margine destro della strada provinciale fino a Illasi, e da qui sul margine sinistro fino al capolinea di Tregnago.
La costruzione e la gestione della tranvia furono affidate alla "Società Anonima dei tramways a vapore delle provincie di Verona e Vicenza" (TVV), con sede a Bruxelles.
La società, faceva parte di quelle aziende a capitale belga che nel finire dell’Ottocento investirono nella costruzione di tranvie urbane ed extraurbane in tutto il mondo; in particolare operò in Veneto fra il 1881 e il 1919.
Sotto la guida dell'ingegnere belga Leone Maryassael, la linea Caldiero-Tregnago venne aperta nell’aprile 1883 dopo diversi ritardi, come testimoniano alcune rimostranze che i sindaci della Val d’Illasi presentarono a livello provinciale.
All'indomani della prima guerra mondiale un periodo di pesanti scioperi colpì la TVV che si vide costretta a cedere all’autorità provinciale l'esercizio della propria rete tranviaria.
Nel periodo di amministrazione provvisoria la linea fu elettrificata e il 16 ottobre 1921, durante un grande evento di cui parlarono molti giornali, la tranvia entrò in funzione con trazione elettrica, aprendo la strada per lo sviluppo industriale, in particolare per l'attività del cementificio a Tregnago.
La gestione pubblica fu contrassegnata da un crescente passivo che portò, nel 1935, alla decisione di subconcedere all'industria privata l'esercizio dell'intera rete, che fu dunque affidato alla Società Anonima Esercizi Riuniti (SAER), già attiva nel settore.
Tuttavia, gli anni successivi videro un cambiamento nel panorama del trasporto pubblico. Già nel 1952 una legge prevedeva finanziamenti al trasporto pubblico purché fossero eliminate numerose tratte ferrotranviarie allora considerate "rami secchi" e a seguite nel 1955, con il Decreto Ministeriale n. 3451, si decise di trasformare le tranvie extraurbane veronesi in filovie, segnando la fine dell'era della Tranvia Caldiero-Tregnago, soppressa l'anno successivo.
IL CASELLO DI DOMEGIANO
Nel 1921, con l'avvento della trazione elettrica, la Tranvia della Val d'Illasi ha inaugurato un nuovo capitolo nella sua storia. Il vecchio tram a carbone fu sostituito da un sistema moderno e per mettere in opera le nuove rotaie si utilizzò la nuova strada, costruita appositamente, che quasi come un rettilineo congiunge la località Cale (link Calle del Papa) con l’altra strada per Verona, cioè la Mormontea; ancora oggi è il bivio per il Progno (torrente della val d’Illasi).
All'inizio di strada Corso, in attesa della stazione tranviaria, furono posizionate una serie di rotaie per consentire la sosta dei vagoni per lo scarico delle merci e per dare la precedenza al tram in salita. Per i passeggeri non era semplice prendere il tram in questa situazione.
Nel 1925, secondo la popolazione, la stazione necessitava di un "cesso" (bagno), ma la richiesta venne respinta in quanto esisteva già un "smaltitoio" (luogo di smaltimento rifiuti).
La società tranviaria coinvolse il comune nella ricerca di un luogo alternativo per una fermata passeggeri. La scelta cadde sul nuovo incrocio stradale che si era formato con la strada Rodezzo, appena prima dell'inizio del paese di Illasi. Il terreno apparteneva alla famiglia Maraschini, che nella seconda metà dell'800 aveva fornito a Illasi una serie di consiglieri comunali e persino un sindaco: Annone, nominato per il biennio 1882-84.
Fu così costruito il "casotto" come riparo per i passeggeri, ma poiché in legno, a causa di marciume, rotture e furti di assi, durò poco e alla fine fu completamente distrutto. "Il casotto per comodità dei viaggiatori in attesa della tranvia a Domegiano è rovinato dai vandali", si legge nei documenti dell'archivio comunale.
Nel 1928, a seguito delle sollecitazioni della popolazione, fu costruito l'attuale casello in cemento armato (cemento fabbricato a Tregnago). Il costo di £ 900, per la costruzione del casello, doveva essere sostenuto dalla ditta del tram, poiché il comune di Illasi poteva contribuire solo con £ 100-150, essendo già impegnato in un finanziamento di ben 60.000 £ al 6,5% per l'elettrificazione.
Inizialmente, la struttura aveva vetri sul lato est e alla finestrella, ma non durarono a lungo. Una volta rotti, furono sostituiti con vetro rinforzato con rete di acciaio, che resistette un po' di più, per poi essere completamente rimosso.
Oltre a servire i passeggeri del tram, il casello, ormai noto come "di Domegiano", veniva utilizzato da coloro che usufruivano della storica "filovia doppia" rossa con le "tiracche". Era sempre pieno di biciclette, sia all'interno che all'esterno. Oggi rimane un punto di sosta per il trasporto pubblico, è infatti fermata per l’ATV (Azienda Trasporti Verona).
Tutto questo si ricava dai documenti comunali posti in archivio.
THE CALDIERO–TREGNAGO TRAMWAY
Originally a branch of the Verona–San Bonifacio Tramway, the Caldiero–Tregnago line served as the main means of transport between Verona and the lower Illasi Valley from 1883 to 1956.
Stretching over 11.3 kilometers of single track, the tramway connected the town of Caldiero with Tregnago, passing through Colognola, Illasi, and Cellore. It mainly followed municipal roads, with only short sections on dedicated track.
The railway ran northwards along the right-hand side of the provincial road up to Illasi, then continued on the left side until its terminus in Tregnago.
The construction and operation of the tramway were entrusted to the “Società Anonima dei Tramways a Vapore delle Provincie di Verona e Vicenza” (TVV), headquartered in Brussels.
This company was part of a group of Belgian-funded businesses that, in the late 19th century, invested in building urban and interurban tramways around the world, particularly in the Veneto region between 1881 and 1919.
Under the leadership of Belgian engineer Léon Maryassael, the Caldiero–Tregnago line opened in April 1883 after several delays, as shown by complaints filed by local mayors from the Illasi Valley to provincial authorities.
Following World War I, a period of major strikes struck the TVV, forcing it to transfer operations of its tram network to provincial authorities.
During this provisional administration, the line was electrified and officially reopened on October 16, 1921, amid much public attention and media coverage. This marked a new industrial era, particularly benefiting the cement factory in Tregnago.
Public management, however, ran into growing deficits, leading to the 1935 decision to sublet the entire tram network to the private sector. Operations were thus handed over to the Società Anonima Esercizi Riuniti (SAER), already active in the sector.
Yet the coming years saw a shift in public transport trends. As early as 1952, a law introduced funding for public transport, provided numerous rail-tram routes—then deemed unprofitable—were eliminated. In 1955, Ministerial Decree No. 3451 ordered the conversion of Verona’s interurban tramways into trolleybus lines, marking the end of the Caldiero–Tregnago tramway, which was shut down the following year.
THE DOMEGIANO STATION
In 1921, with the advent of electric traction, the Illasi Valley tramway entered a new chapter. The old coal-powered tram was replaced by a modern system, and to install the new tracks, a purpose-built road was used. This near-straight road connected the locality of Cale (link: Calle del Papa) to the other route to Verona, the Mormontea—still today the fork to the Progno stream (of the Illasi Valley).
At the start of Corso road, while awaiting the tram station, a series of tracks was installed to allow tramcars to stop for loading/unloading and to give priority to uphill trams. This situation made boarding difficult for passengers.
By 1925, the local population requested a toilet at the station, but the request was denied as there was already a “disposal site” (waste facility).
The tramway company, together with the local council, looked for an alternative location for a passenger stop. The choice fell on the new road junction formed with Rodezzo Road, just before entering Illasi. The land belonged to the Maraschini family, which had provided Illasi with several council members and even a mayor—Annone—appointed for 1882–84.
A wooden shelter (“casotto”) was built for waiting passengers. However, due to rot, damage, and theft of planks, it didn’t last long and was eventually destroyed. “The shelter for tramway passengers at Domegiano has been ruined by vandals,” reads a note in the municipal archive.
In 1928, after popular demand, the current reinforced concrete station shelter was built (using cement manufactured in Tregnago). The cost of £900 was to be borne by the tram company, as the municipality of Illasi could only contribute £100–150, already burdened with a £60,000 loan at 6.5% interest for electrification.
Originally, the shelter had glass on the east side and the small window. Once broken, these were replaced with steel-reinforced glass, which lasted a bit longer before being completely removed.
Besides serving tram passengers, the shelter—now known as “Domegiano”—was also used by those taking the historic red "double trolleybus" with overhead cables. It was always crowded with bicycles inside and out.
Today, it remains a public transport stop and is used by ATV (Azienda Trasporti Verona).
All of this is documented in municipal archive records.
LA LIGNE DE TRAM CALDIERO–TREGNAGO
Née comme une branche du tramway Vérone–San Bonifacio, la ligne Caldiero–Tregnago a été le principal moyen de transport entre Vérone et le bas Val d’Illasi entre 1883 et 1956.
Avec ses 11,3 kilomètres de voie unique, la ligne reliait Caldiero à Tregnago, en passant par Colognola, Illasi et Cellore, suivant principalement des routes communales, à l’exception de courts tronçons en site propre.
La voie longeait la vallée vers le nord en suivant le bord droit de la route provinciale jusqu’à Illasi, puis le bord gauche jusqu’au terminus de Tregnago.
La construction et la gestion du tram furent confiées à la « Société Anonyme des Tramways à Vapeur des Provinces de Vérone et Vicence » (TVV), dont le siège était à Bruxelles.
La société faisait partie d’un groupe d’entreprises à capitaux belges qui, à la fin du XIXe siècle, investissaient dans les tramways urbains et interurbains dans le monde entier, et en particulier en Vénétie entre 1881 et 1919.
Sous la direction de l’ingénieur belge Léon Maryassael, la ligne Caldiero–Tregnago fut inaugurée en avril 1883 après plusieurs retards, comme en témoignent des plaintes déposées par les maires de la vallée auprès des autorités provinciales.
Après la Première Guerre mondiale, une vague de grèves importantes frappa la TVV, qui dut céder l’exploitation de son réseau à l’autorité provinciale.
Pendant cette période de gestion provisoire, la ligne fut électrifiée et rouverte le 16 octobre 1921 lors d’un grand événement largement relayé par la presse. Ce fut le début d’un essor industriel, notamment pour la cimenterie de Tregnago.
Cependant, la gestion publique entraîna des déficits croissants, et en 1935, la décision fut prise de sous-concéder l’exploitation du réseau à un acteur privé : la Société Anonyme Esercizi Riuniti (SAER), déjà active dans le secteur.
Les années suivantes virent un changement dans le paysage du transport public. Dès 1952, une loi finançait le transport public à condition que de nombreuses lignes ferroviaires soient supprimées, jugées alors non rentables. En 1955, le décret ministériel n°3451 prévit la transformation des lignes interurbaines de tramways de Vérone en lignes de trolleybus, marquant la fin de la ligne Caldiero–Tregnago, supprimée l’année suivante.
LE POSTE DE DOMEGIANO
En 1921, avec l’arrivée de la traction électrique, la ligne de tram de la vallée d’Illasi inaugura une nouvelle ère. L’ancien tram au charbon fut remplacé par un système moderne, et une nouvelle route fut construite spécialement pour installer les rails, presque en ligne droite, reliant Cale (voir Calle del Papa) à la route de Vérone, la Mormontea, qui constitue encore aujourd’hui le croisement vers le torrent Progno (de la vallée d’Illasi).
Au début de la route Corso, en attendant la station, plusieurs rails furent posés pour permettre aux wagons de s’arrêter pour le déchargement et pour céder la priorité aux trams montant. Dans ces conditions, il n’était pas facile pour les passagers de monter à bord.
En 1925, la population demanda l’installation de toilettes, mais la requête fut refusée, car un site de traitement des déchets existait déjà.
La société tramway chercha avec la commune un nouvel emplacement pour un arrêt passagers. Le choix se porta sur le nouveau croisement avec la route de Rodezzo, juste avant l’entrée du village d’Illasi. Le terrain appartenait à la famille Maraschini, qui avait fourni à Illasi plusieurs conseillers municipaux et un maire : Annone (1882–84).
Un abri en bois (« casotto ») fut alors construit pour les passagers, mais à cause de l’humidité, des vols de planches et des dégradations, il ne dura pas longtemps. Il fut entièrement détruit. « L’abri pour les voyageurs à Domegiano a été vandalisé », lit-on dans les archives communales.
En 1928, à la suite des demandes des habitants, le poste actuel en béton armé (ciment fabriqué à Tregnago) fut construit. Le coût, de 900 lires, devait être supporté par la compagnie de tram, la commune ne pouvant contribuer qu’avec 100–150 lires, étant déjà endettée de 60 000 lires à 6,5 % pour l’électrification.
Initialement, l’abri avait des vitres sur le côté est et à la petite fenêtre. Une fois brisées, elles furent remplacées par du verre armé de treillis en acier, qui résista un peu plus longtemps avant d’être totalement enlevé.
En plus de servir aux passagers du tram, le poste—désormais connu comme « de Domegiano »—était aussi utilisé par les usagers de l’historique « double trolley rouge » avec câbles aériens. Il était toujours rempli de vélos, à l’intérieur comme à l’extérieur.
Aujourd’hui encore, il sert de point d’arrêt pour les transports publics, notamment pour l’ATV (Azienda Trasporti Verona).
Toutes ces informations proviennent des documents d’archives municipales.
LA TRANVÍA CALDIERO-TREGNAGO
Nacida como una derivación del tranvía Verona-San Bonifacio, la línea Caldiero-Tregnago fue el principal medio de transporte entre Verona y el bajo valle de Illasi entre 1883 y 1956.
Con sus 11,30 kilómetros de vía única, la tranvía conectaba el pueblo de Caldiero con Tregnago, pasando por Colognola, Illasi y Cellore, desarrollándose principalmente por carreteras comunales, excepto por breves tramos con vía propia.
La vía recorría el valle hacia el norte, manteniéndose por el margen derecho de la carretera provincial hasta Illasi, y desde allí por el margen izquierdo hasta la terminal de Tregnago.
La construcción y gestión de la tranvía fueron confiadas a la "Sociedad Anónima de tranvías a vapor de las provincias de Verona y Vicenza" (TVV), con sede en Bruselas.
La sociedad formaba parte de aquellas empresas con capital belga que, a finales del siglo XIX, invirtieron en la construcción de tranvías urbanos y extraurbanos por todo el mundo; en particular, operó en el Véneto entre 1881 y 1919.
Bajo la dirección del ingeniero belga León Maryassael, la línea Caldiero-Tregnago fue inaugurada en abril de 1883 tras varios retrasos, como lo demuestran las quejas presentadas a nivel provincial por los alcaldes del valle de Illasi.
Tras la Primera Guerra Mundial, un periodo de huelgas afectó a la TVV, que se vio obligada a ceder la gestión de su red tranviaria a la autoridad provincial.
Durante la administración provisional, la línea fue electrificada y el 16 de octubre de 1921, durante un gran evento del que hablaron muchos periódicos, la tranvía comenzó a funcionar con tracción eléctrica, abriendo camino al desarrollo industrial, en particular al del cementerio de Tregnago.
La gestión pública estuvo marcada por un creciente déficit que llevó, en 1935, a la decisión de subcontratar la gestión de toda la red a la industria privada, siendo asignada a la Sociedad Anónima Ejercicios Reunidos (SAER), ya activa en el sector.
Sin embargo, los años siguientes trajeron cambios al panorama del transporte público. Ya en 1952, una ley preveía financiamiento al transporte público con la condición de eliminar numerosos tramos ferroviarios considerados "ramas secas", y posteriormente, en 1955, con el Decreto Ministerial n.º 3451, se decidió transformar las tranvías extraurbanas veronesas en trolebuses, marcando el fin de la era del tranvía Caldiero-Tregnago, que fue suprimido al año siguiente.
EL CASELLO DE DOMEGIANO
En 1921, con la llegada de la tracción eléctrica, la tranvía del valle de Illasi inauguró un nuevo capítulo en su historia. El viejo tranvía de carbón fue sustituido por un sistema moderno y para instalar las nuevas vías se utilizó una carretera nueva, construida especialmente, que, casi en línea recta, conecta la localidad de La Cale (ver Calle del Papa) con la otra carretera hacia Verona, es decir, la Mormontea; aún hoy es la intersección para el Progno (arroyo del valle de Illasi).
Al inicio de la calle Corso, en espera de la estación tranviaria, se colocaron una serie de vías para permitir el estacionamiento de los vagones para la descarga de mercancías y para dar paso al tranvía en subida. Para los pasajeros no era fácil tomar el tranvía en esas condiciones.
En 1925, según los habitantes, la estación necesitaba un "retrete" (baño), pero la solicitud fue rechazada ya que existía un “vertedero” (lugar de eliminación de residuos).
La empresa de tranvías involucró al municipio en la búsqueda de un lugar alternativo para una parada de pasajeros. La elección recayó en el nuevo cruce formado con la carretera Rodezzo, justo antes del inicio del pueblo de Illasi. El terreno pertenecía a la familia Maraschini, que en la segunda mitad del siglo XIX había proporcionado a Illasi varios consejeros municipales e incluso un alcalde: Annone, nombrado para el bienio 1882-84.
Así fue como se construyó la "caseta" como refugio para los pasajeros, pero al ser de madera, debido a la podredumbre, roturas y robos de tablones, duró poco y al final fue completamente destruida. “La caseta para la comodidad de los viajeros que esperan la tranvía en Domegiano ha sido destruida por los vándalos”, se lee en los documentos del archivo municipal.
En 1928, tras las solicitudes de la población, se construyó el actual casello en hormigón armado (cemento producido en Tregnago). El coste de 900 liras por la construcción debía ser cubierto por la empresa del tranvía, ya que el municipio de Illasi solo podía contribuir con 100-150 liras, estando ya comprometido con una financiación de 60.000 liras al 6,5% para la electrificación.
Inicialmente, la estructura tenía cristales en el lado este y en la ventanita, pero no duraron mucho. Una vez rotos, fueron reemplazados con vidrio reforzado con red de acero, que resistió un poco más, para luego ser completamente removido.
Además de servir a los pasajeros del tranvía, el casello, ahora conocido como “de Domegiano”, era utilizado por quienes usaban el histórico trolebús doble rojo con “tiracche”. Siempre estaba lleno de bicicletas, tanto dentro como fuera. Hoy sigue siendo una parada para el transporte público, de hecho es una parada de la ATV (Azienda Trasporti Verona).
Todo esto se desprende de los documentos municipales archivados.
DIE STRASSENBAHN CALDIERO–TREGNAGO
Entstanden als Abzweigung der Straßenbahn Verona–San Bonifacio, war die Linie Caldiero–Tregnago zwischen 1883 und 1956 das wichtigste Verkehrsmittel zwischen Verona und dem unteren Illasital.
Mit ihren 11,30 Kilometern eingleisiger Strecke verband die Straßenbahn das Dorf Caldiero mit Tregnago, über Colognola, Illasi und Cellore, größtenteils auf Gemeindestraßen verlaufend, mit Ausnahme kurzer Abschnitte auf eigenem Gleisbett.
Das Gleis verlief nordwärts durch das Tal, zunächst entlang der rechten Seite der Provinzstraße bis Illasi und von dort entlang der linken Seite bis zum Endpunkt in Tregnago.
Der Bau und Betrieb der Straßenbahn wurden der „Société Anonyme des Tramways à Vapeur des Provinces de Vérone et Vicence“ (TVV) mit Sitz in Brüssel anvertraut.
Die Gesellschaft gehörte zu den belgischen Kapitalgesellschaften, die Ende des 19. Jahrhunderts weltweit in den Bau von städtischen und außerstädtischen Straßenbahnen investierten; insbesondere war sie zwischen 1881 und 1919 in Venetien tätig.
Unter der Leitung des belgischen Ingenieurs Léon Maryassael wurde die Linie Caldiero–Tregnago im April 1883 nach mehreren Verzögerungen eröffnet, wie aus Beschwerden der Bürgermeister des Illasitals auf Provinzebene hervorgeht.
Nach dem Ersten Weltkrieg wurde die TVV von schweren Streiks getroffen und musste den Betrieb ihres Straßenbahnnetzes an die Provinzbehörde abgeben.
Während der Übergangsverwaltung wurde die Strecke elektrifiziert und am 16. Oktober 1921, bei einer viel beachteten Veranstaltung, nahm die Straßenbahn mit elektrischem Antrieb den Betrieb auf – ein wichtiger Impuls für die industrielle Entwicklung, insbesondere für das Zementwerk in Tregnago.
Der öffentliche Betrieb war von steigenden Defiziten geprägt, was 1935 zur Entscheidung führte, den gesamten Netzbetrieb an die Privatwirtschaft zu übergeben, genauer an die bereits aktive „Società Anonima Esercizi Riuniti“ (SAER).
Doch die folgenden Jahre brachten Veränderungen im öffentlichen Verkehr. Bereits 1952 sah ein Gesetz Fördermittel für den öffentlichen Verkehr nur unter der Bedingung vor, dass viele damals als "tote Zweige" geltende Schienenstrecken eingestellt wurden. 1955 schließlich wurde per Ministerialdekret Nr. 3451 beschlossen, die außerstädtischen Straßenbahnen von Verona in Obusse umzuwandeln – das Ende der Straßenbahn Caldiero–Tregnago, die im darauffolgenden Jahr eingestellt wurde.
DAS WÄRTERHÄUSCHEN VON DOMEGIANO
1921, mit der Einführung des elektrischen Antriebs, begann ein neues Kapitel in der Geschichte der Straßenbahn im Illasital. Die alte Kohlenstraßenbahn wurde durch ein modernes System ersetzt, und für die neuen Gleise wurde eine neue Straße gebaut, die fast geradlinig den Ortsteil Cale (siehe „Calle del Papa“) mit der anderen Straße nach Verona – der Mormontea – verbindet; noch heute befindet sich hier die Abzweigung zum Progno (Bach des Illasitals).
Am Anfang der Straße Corso, in Erwartung des Baus einer Station, wurden mehrere Gleise verlegt, um das Abstellen von Waggons zum Entladen von Waren und das Überholen bergauf fahrender Züge zu ermöglichen. Für Fahrgäste war das Einsteigen unter diesen Bedingungen nicht einfach.
1925 forderte die Bevölkerung den Bau einer Toilette an der Station, aber die Bitte wurde abgelehnt, da bereits eine Müllgrube („smaltitoio“) vorhanden war.
Die Straßenbahngesellschaft wandte sich an die Gemeinde auf der Suche nach einem alternativen Ort für eine Fahrgast-Haltestelle. Die Wahl fiel auf die neue Kreuzung mit der Rodezzo-Straße, kurz vor dem Beginn des Orts Illasi. Das Gelände gehörte der Familie Maraschini, die in der zweiten Hälfte des 19. Jahrhunderts mehrere Gemeinderäte und sogar einen Bürgermeister gestellt hatte: Annone, im Amt von 1882 bis 1884.
So wurde eine hölzerne Wartehütte errichtet, die jedoch wegen Verrottung, Bruch und Diebstahl von Brettern nicht lange hielt und schließlich vollständig zerstört wurde. „Das Wartehäuschen für Fahrgäste in Domegiano wurde von Vandalen zerstört“, heißt es in den Archivunterlagen der Gemeinde.
1928 wurde auf Drängen der Bevölkerung das heutige Wärterhäuschen aus Stahlbeton (mit Zement aus Tregnago) errichtet. Die Kosten von 900 Lire sollten von der Straßenbahngesellschaft getragen werden, da die Gemeinde Illasi lediglich 100–150 Lire beisteuern konnte, weil sie bereits mit einem Kredit über 60.000 Lire zu 6,5 % für die Elektrifizierung belastet war.
Ursprünglich hatte das Gebäude Glasfenster auf der Ostseite und ein kleines Fenster, doch diese zerbrachen bald. Sie wurden durch Drahtglas ersetzt, das etwas länger hielt, aber schließlich ebenfalls entfernt wurde.
Neben der Nutzung durch Straßenbahngäste diente das Häuschen – inzwischen bekannt als das „von Domegiano“ – auch den Fahrgästen des roten Doppeltrolleybusses mit den „tiracche“. Es war immer voller Fahrräder, sowohl drinnen als auch draußen. Heute ist es noch immer Haltestelle für den öffentlichen Verkehr – nämlich für die ATV (Azienda Trasporti Verona).
All dies geht aus den im Archiv befindlichen Gemeindedokumenten hervor.